FERMARSI NON È PERDERE: DALLE OLIMPIADI INVERNALI UNA LEZIONE DA APPRENDERE
- Maria Elena Basso
- 2 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Confessione di una freddolosa incollata al televisore.
Per due settimane, ogni sera, mi sono avvolta in una coperta — perché io e il freddo abbiamo un rapporto che definirei "formalmente distante" — e sono rimasta ipnotizzata dalle Olimpiadi di Milano Cortina.
Atleti straordinari, performance al limite del possibile. Ma una storia, tra tutte, mi ha fermata.
Alysa Liu. Vent'anni. Oro nel singolo e nel team event.
Non è solo la storia di una campionessa. È la storia di una ragazza che dai 5 ai 16 anni non si è mai fermata: scuola a casa, 11-12 ore di allenamento al giorno, niente di ciò che voleva mangiare né bere — "nemmeno l'acqua, per via del peso", ha raccontato. Poi, a 16 anni, dopo le Olimpiadi di Pechino, ha detto basta. Con un post ironico su Instagram, come solo lei sa fare.
Il mondo del pattinaggio l'ha data per finita.
Invece si è fermata per ritrovarsi. È tornata, ma solo alle sue condizioni: lei sceglie le musiche, i costumi, i tempi degli allenamenti. Con il coreografo italiano Massimo Scali ha ricostruito tutto, dal basso, con cura.
A Milano, su quella pista, con un abito dorato e MacArthur Park di Donna Summer in sottofondo, ha vinto l'oro.
E dopo l'esibizione ha urlato alla telecamera qualcosa che non posso scrivere per intero, ma che tradurrei così: "Ecco di cosa stavo parlando."
Mi chiedo quante volte confondiamo il fermarsi con il perdere. Quante volte la pausa ci spaventa più dell'accelerazione. Quante volte diciamo sì per paura di dire no.
Alysa Liu su lame larghe 3 millimetri ha trovato il modo per tornare sé stessa. Noi, fortunatamente, abbiamo un po' più di superficie su cui appoggiarci.
A volte fermarsi non è perdere. È scegliere.
Nel coaching esiste un principio che amo molto: prima di correre, sapere dove si sta andando. Prima di accelerare, verificare che il motore sia in ordine. Prima di dire sì a tutto, chiedersi cosa si sta dicendo no.
Perché il tempo, l'energia e lo spazio mentale sono risorse finite. Ogni sì ha un costo. La domanda è: ne vale la pena?
Alysa Liu ha deciso che certi sì non valevano il prezzo. E su tre millimetri di lama d'acciaio, ha trovato il modo di tornare a sé stessa.
Noi, fortunatamente, abbiamo un po' più di superficie su cui appoggiarci.
Cosa staresti dicendo sì a, se ti permettessi un no?




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