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Dal Giappone con passione: 10 parole per riflettere su sé stessi attraverso la lente del coaching

  • Immagine del redattore: Maria Elena Basso
    Maria Elena Basso
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Ci sono luoghi che non si visitano soltanto ma finiscono con l’attraversarci e alla fine ci abitano.

Il Giappone per me è stato proprio questo: un lento innamorarmi.

Durante i miei numerosi viaggi nel Paese del Sol Levante, mi sono trovata spesso spiazzata: dal cibo, dalle regole sociali, dalla distanza emotiva, da un modo di pensare e vivere così lontano dal nostro.


All’inizio è stata una faticaccia: capire, accettare, lasciarmi sorprendere da un mondo completamente diverso e lasciar andare i pregiudizi.

Ma poi, qualcosa è cambiato. Ho smesso di cercare somiglianze e ho iniziato a osservare, ad ascoltare. Ascoltare anche l’incredibile silenzio in metropolitana o nei ristoranti di touch-and-go dei lavoratori, alle terme. 

E quel mondo, così diverso, ha cominciato a parlarmi con parole nuove.

Parole per riflettere su sé stessi.

Parole che non si possono veramente tradurre ‘letteralmente’, ma portarle dentro di noi.

Parole che oggi, nei momenti difficili, mi tornano in mente come piccoli moniti, piccole bussole.


Le ho raccolte e le ho custodite. E ora le offro anche a te che mi stai leggendo.

Non è mia intenzione in questa sede fare un trattato dei significati profondi ma solo lievi riflessioni che possono aiutare a cambiare visione, essere di sprone a migliorarci o semplici momenti di meditazione.

Si tratta di dieci parole giapponesi per riflettere su se stessi, ma viste attraverso la lente del coaching.

Non sono slogan, per carità! Vedile piuttosto come inviti, come mappe silenziose che ti possono aiutare a ritrovare il centro, la calma o la direzione.


Non pretendere di comprenderle e viverle tutte e tutte insieme. Scegline una, quindi lascia che ti risuoni e poi se vorrai, fanne la tua compagna di cammino fino a quando la sentirai tua.

E poi? Poi lasciala andare e prendine un’altra. 


Il mio augurio è che tu possa trovare tra queste righe la tua piccola illuminazione. Quella giusta per te.

Il Giappone ci offre il dono di custodire parole intraducibili con esattezza, ma il loro significato ci è arrivato e si tratta di piccoli scrigni di saggezza che ci invitano a rallentare, ad ascoltare e guardare dentro. Come coach, amo accostarmi a queste parole come fossero haiku dell’anima: sintesi potenti che aprono spazi di consapevolezza.


Ecco 10 parole giapponesi che possono diventare altrettanti spunti di riflessione per il proprio cammino interiore.


1. WABI-SABI (侘寂)


La bellezza dell’imperfezione e della transitorietà

 Domanda di coaching: quale parte di te stai ancora cercando di “aggiustare”, quando forse meriterebbe solo di essere accolta?


2. YUTORI (ゆとり)

Uno spazio di respiro, mentale ed emotivo

Domanda: dove puoi creare un piccolo vuoto per ritrovare te stesso? Nella tua agenda, nella tua mente… nel tuo cuore?


3. IKIGAI (生き甲斐)

La ragione per cui ti alzi ogni mattina

Domanda: cosa dà senso alla tua vita, al di là delle aspettative degli altri?


4. SHIKATA GA NAI (仕方がない)

“Non si può fare nulla”: l’arte dell’accettazione

 Domanda: cosa stai ancora cercando di controllare e cosa potresti finalmente lasciare andare?


5. KINTSUGI (金継ぎ)

Riparare con l’oro: rendere le ferite parte della bellezza

Domanda: quali cicatrici potrebbero diventare oro, se le guardassi con più compassione?


6. MA (間)

Il vuoto che dà significato al pieno

Domanda: quanto spazio lasci al silenzio? E se quel silenzio ti parlasse?


7. GAMAN (我慢)

Pazienza, resistenza, dignità nel dolore

Domanda: dove stai dimostrando forza trattenendo, e dove invece sarebbe potente lasciar fluire?


8. OMOIWARI (思いやり)

Empatia attiva: prendersi cura degli altri col pensiero

Domanda: ti prendi cura degli altri… e di te con la stessa delicatezza?


9. NANKŌFUGYŌ (難行苦行)

Fare l’impensabile, affrontare il difficile per trasformarsi

Domanda: qual è quella sfida che stai evitando… e che invece potrebbe cambiarti?


10. ZANSHIN (残心)

Presenza vigile anche dopo l’azione

Domanda: riesci a restare presente anche dopo aver scelto, detto, agito?


Queste parole non sono formule magiche, sono piuttosto degli inviti a rallentare, a guardarsi dentro, a concedersi una prospettiva nuova, a prendersi cura di noi.


Dal Giappone con passione, fino al cuore della tua trasformazione personale.

Se una di queste parole ha risuonato in te, forse è il momento giusto per ascoltarla più da vicino.


E se i viaggi ti parlano come parlano a me, forse ti piacerebbe anche quello che ho scritto. I miei libri "Zaino e Valigia" e "From Singapore with Love" li trovi su Amazon, Feltrinelli o direttamente da Echos.



un tempio giapponese

 
 
 

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